Da Triesteprima.it

“A Trieste il comparto edilizio è quello più in sofferenza a causa della crisi e conta oltre 3000 imprese e artigiani. Negli ultimi 2 anni il 9% di questi ha chiuso l’attività”. Lo ha dichiarato questa mattina il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Claudio Giacomelli, in una conferenza stampa dal titolo “Irregolare concorrenza transfrontaliera nelle lavorazioni edili e percezione non corretta di benefici fiscali”. Un evento organizzato insieme ai deputati e colleghi di partito Walter Rizzetto e Ylenja Lucaselli (non presente per cause di forza maggiore).

Concorrenza sleale transfrontaliera

“È necessario proteggere le nostre ditte dalla concorrenza oltre confine – ha dichiarato Giacomelli – non è quella leale che ci preoccupa, la Slovenia ha condizioni fiscali più agevoli ma “è l’Europa, bellezza”. Esiste invece una concorrenza sleale nell’ambito della territorialità dell’IVA: quando i lavori sono effettuati su un immobile in Italia si deve pagare l’IVA in Italia, con un soggetto fiscale italiano. Ci segnalano che non sempre è così: le ditte estere a volte emettono fatture con l’IVA del posto, e per questo chiediamo stretti controlli, come accade in Austria”.

Italia “Cornuta e mazziata”

Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia “Ci troviamo nella situazione in cui ditte di altre nazionalità vengono qui a lavorare e pagano IVA e tasse al loro paese, per poi incassare i soldi del contribuente italiano e magari beneficiare delle detrazioni fiscali (del 50% per ristrutturazione edilizia e del 65% per risparmio energetico, ndr), così l’Italia è “cornuta e mazziata”. Pagare contributi a una ditta estera è perfettamente legale, però si faccia rispettare la normativa e anche gli stretti regolamenti (di sicurezza, assicurativi eccetera) che spesso mettono in ginocchio le nostre imprese”.

L’impegno di Walter Rizzetto (FdI)

Walter Rizzetto ha poi dichiarato che “ci faremo portavoce alla Camera e al Senato in pancia alla prossima legge di stabilità per capire come potenziare i controlli. Dobbiamo preservare le nostre maestranze, già massacrate da uno stato che li vessa ogni mese. Soprattutto nelle zone di confine ci sono persone che possono usufruire di aziende estere, le quali molto spesso non emettono nemmeno le fatture“.

Il deputato ha inoltre segnalato che “molti dei nostri imprenditori progettano di andarsene dall’Italia perché abbiamo una tassazione elevatissima e nella vicina Slovenia c’è una tassazione unica sui redditi del 19%. Esiste una concorrenza completamente sleale all’interno della stessa Europa, piccole aziende che per tasse troppo alte delocalizzano appena fuori dall’Italia. Presenteremo una risoluzione alla Commissione lavoro alla Camera dei deputati affinché ci siano controlli più approfonditi e una revisione del sistema delle detrazioni fiscali. Nessuno vuole uscire dall’Europa: vogliamo che le regole vengano rispettate da tutti. Nel mercato libero tutti possono venire a lavorare in Italia ma per le nostre aziende chiediamo protezionismo”.

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